Doha di notte, le sfide di maratona e marcia

20 Settembre 2019

Ecco i protagonisti più attesi delle gare su strada alla rassegna iridata, con la novità della partenza in tarda serata per sfuggire al caldo del Qatar


 

di Marco Buccellato

Allo scoccare della mezzanotte: non è il titolo di un film, ma il "timetable" riservato alle gare su strada nel campionato del mondo di Doha, che per la prima volta nella storia iridata si disputeranno con la luce artificiale. Il clima locale, e la lungimiranza dell'organizzazione, hanno consigliato lo spostamento alla tarda serata delle gare di maratona e marcia (20 km e 50 km), togliendole dalla tradizionale collocazione oraria, nel rigenerante mattino. Ecco dunque la presentazione delle sfide mondiali in notturna, le gare di marcia (start alle 23.30 locali, le 22.30 in Italia) e quelle sui 42,195 km (il via alle 23.59, le 22.59 nel nostro paese) con i favoriti, i precedenti, le possibili sorprese.

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Maratona uomini (sabato 5 ottobre, ore 23.59 locali, 22.59 in Italia) - L'Africa vince l'oro iridato dal 2001, nove colpi di fila con il Kenya prim'attore con quattro titoli, tra cui l'ultimo, con Geoffrey Kirui che sarà al via a Doha con ambizioni di bis. Per l'Europa, l'oro latita dal 1999 e l'assenza dal podio dura dal 2007. Oltre a Kirui, il Kenya presenta Amos Kipruto, Laban Korir e Paul Lonyangata. L'Etiopia, con un solo oro risalente al 2001, ha nel team Lelisa Desisa, Mosinet Geremew, Shura Kitata e Mule Wasihun. Eritrei con un team di ultratrentenni e Tsegay migliore del lotto. Il Sud Africa ha in Mokoka la star, tanzaniani con Simbu e Sulle, invece Uganda con un olimpionico e iridato, Stephen Kiprotich, più Mutai e Musobo. Difficile immaginare un esito extra-africano, ma il Mondiale in versione night-time potrebbe riservare sorprese e soddisfazioni al di qua del Mediterraneo, a iniziare dagli europei di valore presenti come lo svizzero Abraham, lo scozzese Hawkins e l'azzurro Rachik, e da oltre oceano con i giapponesi, assenti dal podio da Helsinki 2005, pur non rappresentati dagli atleti-top a eccezione di Kawauchi. Occhio ad altri naturalizzati in diversi lidi: per l'Azerbaijan c'è l'ex keniano Evans Kiplagat. Nel Bahrain un ex marocchino (El Abbassi) e un altro ex keniano (Seurei). Norvegia, ecco Gebretsadik.
Azzurri in gara: Eyob Faniel, Daniele Meucci, Yassine Rachik

Maratona donne (venerdì 27 settembre, ore 23.59 locali, 22.59 in Italia) - Nella storia iridata, l'Africa non è lo stesso asso pigliatutto della 42,195 km uomini. Il primo successo risale al 2003, quattro in totale con due doppiette. Oro uscente è Rose Chelimo (Bahrain) che stavolta è nel team con Chumba, Eshete e Mokonin, tre altre big. Keniane con in squadra Ruth Chepngetich, Visiline Jepkesho e la quarantenne Edna Kiplagat, due volte all'oro. Dall'altra parte, le etiopi Aga, Demise e Dereje. Europa con alcune carte di indubbio interesse: l'israeliana di origini keniane Lonah Salpeter, la bielorussa campionessa continentale Mazuronak, la britannica Purdue e l'azzurra Sara Dossena.
Azzurre in gara: Sara Dossena, Giovanna Epis

20 km marcia uomini (venerdì 4 ottobre, ore 23.30 locali, 22.30 in Italia) - Il colombiano campione uscente Eider Arevalo è atteso a un difficile bis, dopo la sorpresa di Londra, per confermare la tradizione del paese sudamericano, già due volte sul gradino più alto del podio nella storia iridata. Il team giapponese ha affilato le armi, con tempi superlativi. Mai sul podio mondiale, il Sol Levante assembla i top walker Yamanishi, Ikeda e Takahashi. L'altra metà dell'Oriente, la Cina, soprattutto con Wang Kaihua e Cai Zelin, aspira a tornare sul podio dopo la latitanza di due anni fa. Europa d'assalto: il primatista italiano Massimo Stano, lo svedese Karlstrom e il neutrale Mizinov hanno le carte per il tavolo d'élite. In ascesa: il tedesco Linke e il turco Korkmaz. Il proverbio dice: attenti allo spagnolo. Uno salta sempre fuori.
Azzurri in gara: Matteo Giupponi, Massimo Stano

50 km marcia uomini (sabato 28 settembre, ore 23.30 locali, 22.30 in Italia) - Giappone in prima fila anche sulla distanza più lunga: Suzuki e Noda sono in marcia per confortare il recente podium-trend di un argento e due bronzi nelle ultime due edizioni. Super-big: al via il francese campione uscente Yohann Diniz e quello olimpico, lo slovacco Matej Toth. Cina fortissima, con un solo bronzo nel medagliere globale e l'appetito di medaglia di Wang Qin, Luo Yadong e Niu Wenbin. L'Europa che sogna in grande trova anche nel norvegese Haukenes, negli ucraini Zakalnytskyy e Banzeruk e nei polacchi Augustyn, Sikora e Brzozowski specialisti in grado di ben figurare.
Azzurri in gara: Michele Antonelli, Teodorico Caporaso

20 km marcia donne (domenica 29 settembre, ore 23.30 locali, 22.30 in Italia) - L'iridata in carica Yang Jiayu e l'azzurra Antonella Palmisano, oro e bronzo a Londra, sono ancora qui. Ancora una volta, sono proprio le cinesi le specialiste da battere (iscritte anche Liu Hong, Qieyang Shenjie e Yang Liujing), trovando anche sul fronte sudamericano gli scogli più difficili da superare, nella brasiliana De Sena e nella talentuosa U20 ecuadoriana Morejon. Il team di Pechino ha vinto tre delle ultime 20 km iridate, e quando ha perso (con la Russia ancora in gioco) ha preso l'argento e il bronzo.
Azzurre in gara: Antonella Palmisano, Valentina Trapletti

50 km marcia donne (sabato 28 settembre, ore 23.30 locali, 22.30 in Italia) - Nel battesimo della distanza, due anni fa, vinse con il record del mondo la portoghese Henriques, anche a Doha una seria candidata al podio. Nel frattempo, l'albo dei primati è stato aggiornato da Liu Hong, che però ha scelto la 20 km e in Qatar lascia la scena nella "cinquanta" alla connazionale cinese Li Maocuo. Carte pesanti sono la primatista europea Eleonora Giorgi e la spagnola di origini ungheresi Takacs, coetanee e nella giusta età per aspirare al bersaglio grosso.
Azzurre in gara: Mariavittoria Becchetti, Nicole Colombi, Eleonora Giorgi

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